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POV: hai perso la prima occasione ma l’universo ha deciso di darti un’altra chance. 🫠

La domanda è: la coglierai? 👀

Corri sul sito e riserva il tuo posto per la prima BIM Night: https://bimnight.com/ ⭐️🥂🕺🏼

*Evento organizzato da Skeinholding Srl Società Benefit

#BIMNight #BIM #Networking #BIMCommunity #EventoBIM #Brescia #BrixiaForum #Skeinholding

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⏳ Manca poco!

Martedì 22 settembre chiudono le iscrizioni alla BIM Night.

Per partecipare è necessario prenotare il proprio posto sul sito ufficiale.
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Notifier
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Ha pubblicato un articolo il 11/08/2026
La nuova rivelazione ad aspirazione FAAST FLEX Addressable

Notifier presenta FAAST FLEX Addressable, il nuovo ed innovativo sistema di rivelazione fumi ad aspirazione indirizzato by Honeywell, compatibile con tutte le centrali di rivelazione Notifier serie AM ed INSPIRE oltre che piena compatibilità con i protocolli di comunicazione Clip ed Adv.

Questo nuovo prodotto nasce dagli sforzi congiunti di due grandi nomi nel settore della rivelazione ad aspirazione, Xtralis (conosciuto in tutto il mondo per i suoi sistemi VESDA-E) e System Sensor (con i suoi sistemi FAAST), riuscendo così a creare un connubio perfetto tra elevate prestazioni di rivelazione ed un prodotto compatto e semplice da utilizzare.

Progettare un impianto di rivelazione con FAAST FLEX non è mai stato così semplice, grazie al potente tool di verifica ASPIRE e alla versatilità del sistema in grado di gestire layout complessi e differenti sui diversi canali dello stesso rivelatore.

FAAST FLEX Addressable è offerto in due soluzioni: a singolo e doppio canale, singolarmente identificati. E’ costruito per poter operare in condizioni ambientali estreme fino a -40°C, adatto quindi per la protezione delle celle di refrigerazione ma anche di magazzini di stoccaggio, locali tecnici ed i più comuni spazi nascosti. E’ certificato EN54-20 fino alla Classe A di sensibilità.

La configurazione e messa in servizio può essere effettuata in pochi minuti tramite i pulsanti a bordo del rivelatore, tramite l’app bluetooth per smartphone o direttamente dalla nostra innovativa centrale di rivelazione INSPIRE, rendendo ancora più agevoli e rapide le attività di messa in servizio sul campo.

Infine le attività di manutenzione sono semplificate, grazie alla modularità del rivelatore che permette la sostituzione in campo dei singoli componenti interni e la possibilità di recuperare tutte le informazioni e storici del sistema tramite app.

Notifier
Eclisse
Eclisse
Ha pubblicato un articolo il 10/09/2026
Novità porte esterno muro: Eclisse presenta Endo ed Exo

La separazione tra gli ambienti non coincide necessariamente con un limite fisso. Gli spazi domestici cambiano funzione nell’arco della giornata, si aprono, si richiudono e si trasformano seguendo esigenze sempre più fluide. La casa è un sistema dinamico di relazioni, connessioni e soglie.

Anche la porta assume un ruolo diverso: non più solo elemento di chiusura o passaggio, ma componente architettonica capace di modificare la percezione dello spazio e regolare la luce. Quando scorre, la parete smette di essere un confine e diventa una superficie mobile che permette di riconfigurare gli ambienti con un gesto molto semplice.

Aperte, le porte scorrevoli ampliano la continuità visiva e favoriscono una maggiore permeabilità tra gli spazi. Chiuse, ristabiliscono intimità e concentrazione senza appesantire l’architettura. Il loro funzionamento discreto permette di collegare cucina e living, separare temporaneamente uno studio domestico, schermare una zona notte o rendere più raccolto un ambiente senza interrompere del tutto la relazione con il resto della casa.

Eliminando l’ingombro dell’anta battente, la porta scorrevole libera spazio e la transizione tra gli ambienti avviene in modo più naturale, silenzioso, contribuendo a costruire un’idea di abitazione più flessibile e contemporanea. E quando le dimensioni aumentano, questo effetto si amplifica ulteriormente. La porta diventa una grande superficie in movimento che modifica proporzioni, aperture e prospettive.

Da qui nascono ECLISSE Endo e ECLISSE Exo, le nuove soluzioni per porte scorrevoli esterno muro sviluppate da ECLISSE, sistemi progettati per interpretare in modo diverso il rapporto tra tecnica e leggerezza visiva.

ECLISSE Exo introduce una presenza essenziale, ma riconoscibile. Il binario di scorrimento viene nascosto da una veletta minimale, disponibile nelle finiture bianco, nero e da pitturare, con uno spessore contenuto di soli 6,5 centimetri. Un segno discreto che accompagna il movimento della porta senza appesantire la parete. Il sistema può essere installato sia a soffitto che a parete e accoglie pannelli in legno oppure in vetro con profili in alluminio. Nella versione a soffitto è disponibile nella versione con uno, due o tre pannelli, di cui uno può esser fisso.

Con ECLISSE Endo, invece, il binario viene completamente incassato nel soffitto, eliminando qualsiasi elemento visibile. La porta appare sospesa, mentre la parete rimane continua e libera da interruzioni. Il risultato è un’immagine estremamente minimale, dove il movimento dell’anta diventa l’unico segno percepibile nello spazio. Disponibile in configurazioni da uno a tre binari per far scorrere fino a sei porte in totale, con la possibilità di avere anche pannelli fissi.

Sia ECLISSE Endo che ECLISSE Exo possono accogliere porte in legno o vetro con profili in alluminio di 4 cm di spessore, con configurazioni per singolo pannello porta da 60 a 130 centimetri in larghezza e da 160 centimetri e fino a 3 metri di altezza.

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Architettura Biofilica e Materiali Naturali: La Visione di Kengo Kuma tra Mediterraneo e Giappone

“Penso che il Mediterraneo abbia una lunga storia di conversazioni con i materiali“.
Con queste parole, l’architetto giapponese Kengo Kuma ha aperto la sua riflessione sui legami profondi tra natura, materiali e architettura, condividendo una visione che intreccia due culture apparentemente distanti ma intimamente connesse: quella del bacino mediterraneo e quella giapponese. Un dialogo che va oltre la geografia per abbracciare una filosofia progettuale radicata nel territorio, nella sostenibilità e nel rispetto per l’ecosistema.

Mediterraneo e Giappone: Due Culture, un Unico Dialogo con i Materiali
La natura del Mediterraneo possiede caratteristiche uniche e una bellezza distintiva che si manifesta attraverso una straordinaria ricchezza materica. Il ferro, le pietre speciali, il calore del clima hanno generato nel tempo una diversità che l’architettura ha saputo interpretare e valorizzare, stabilendo un legame indissolubile con questa varietà naturale. L’architettura mediterranea è profondamente collegata a questa diversità, in un rapporto che si è consolidato attraverso i secoli.

Questa condizione trova un’eco sorprendente nel contesto giapponese. Sebbene il Giappone non sia un grande paese dal punto di vista territoriale, presenta una diversità naturale notevole: molteplici tipologie di alberi, pietre e risorse naturali hanno permesso agli architetti giapponesi di sviluppare una tradizione progettuale che lavora con questi materiali da generazioni. 

La convergenza tra le due culture risiede proprio in questo: i materiali e la vita delle persone sono profondamente collegati, sia nel Mediterraneo che in Giappone. Le condizioni sono sorprendentemente simili, creando una base comune per un’architettura che ascolta il territorio, rispetta le risorse locali e costruisce spazi in armonia con l’ambiente circostante.

La Biofilia come Fondamento della Pratica Progettuale 
Negli ultimi vent’anni, la biofilia è emersa come uno dei principali concetti della pratica architettonica di Kengo Kuma. Sebbene la sua preferenza personale rimanga il legno, l’approccio biofilico ha ampliato significativamente la comprensione dell’uso dei materiali, fornendo indicazioni preziose che vanno ben oltre la superficie. 

“La biofilia mi ha dato molte indicazioni sull’ecosistema totale dell’edificio“, sottolinea l’architetto. L’architettura biofilica non si limita infatti all’applicazione di materiali naturali sulle superfici per un effetto estetico. Il vero obiettivo è utilizzare i materiali naturali come parte dell’ecosistema, integrandoli in un sistema più ampio e complesso.

Quando questa filosofia viene estesa all’intero edificio, la costruzione può diventare parte dell’ecosistema del paese stesso. Questo approccio sistemico rappresenta un cambio di paradigma fondamentale: i materiali naturali non sono semplici finiture decorative, ma elementi attivi che contribuiscono alla creazione di un ambiente vivo e in equilibrio. Portare questa idea a tutto l’edificio significa trasformare ogni progetto architettonico in un tassello di un sistema più ampio, capace di dialogare con il contesto naturale e sociale in cui si inserisce.

Sostenibilità: La Guida per Ogni Sistema dell’Edificio 
La sostenibilità guida certamente l’atmosfera naturale e calda degli spazi abitativi, ma secondo la visione di Kuma, il suo ruolo va molto oltre l’aspetto percettivo ed emotivo. La sostenibilità fornisce indicazioni fondamentali su tutto l’edificio: dalle condizioni ambientali al sistema di illuminazione naturale, dal sistema materiale a ogni componente dell’organismo edilizio. 

Ogni sistema dell’edificio è guidato dalla sostenibilità. Senza questa guida, sostiene l’architetto, non è più possibile procedere nel disegno architettonico. La sostenibilità non è quindi un valore aggiunto o un optional da considerare nelle fasi finali del progetto, ma la condizione necessaria e imprescindibile per fare architettura nel nostro tempo. È il filo conduttore che attraversa ogni scelta progettuale, dalla concezione iniziale alla realizzazione finale.

L’Acqua: Materiale ed Elemento del Ciclo Naturale 
Il ruolo dell’acqua nella riflessione progettuale di Kengo Kuma rappresenta un ulteriore esempio di come la natura possa essere integrata nell’architettura a molteplici livelli. L’acqua è parte della natura, parte del ciclo naturale, e i materiali utilizzati in architettura devono inserirsi in questo ciclo, seguendo la ruta dell’acqua stessa. 

Ma l’acqua non è solo un elemento da considerare nel sistema edilizio: in alcuni progetti, diventa essa stessa uno dei materiali principali. Nel museo di Nasu e nel museo di Brion-Vega in Portogallo, Kuma ha utilizzato l’acqua come materiale progettuale a pieno titolo. Questa scelta risponde a molteplici ragioni: l’acqua è esteticamente bellissima, ma soprattutto l’acqua moderna è parte del ciclo naturale, rappresentando un elemento di connessione profonda tra architettura e ambiente.

In questo contesto, emerge con forza il tema del riciclaggio dei materiali, che rappresenta il ruolo più importante per gli architetti contemporanei. In un’epoca in cui le risorse naturali sono limitate e l’impatto ambientale delle costruzioni è sempre più evidente, ripensare i materiali in termini di cicli e flussi diventa una responsabilità etica oltre che progettuale. Ogni materiale deve essere considerato non come un elemento isolato, ma come parte di un sistema circolare più ampio.

Un Dialogo Tra Culture per l’Architettura del Futuro 
La riflessione di Kengo Kuma ci restituisce una visione dell’architettura profondamente radicata nella materia e nel territorio, ma al tempo stesso proiettata verso il futuro. Il dialogo tra la tradizione mediterranea e quella giapponese non è un esercizio accademico o una semplice comparazione stilistica, ma una necessità pratica per affrontare le sfide dell’abitare contemporaneo. 

Entrambe le culture hanno sviluppato nel corso dei secoli una sensibilità particolare verso i materiali naturali e il contesto ambientale. Questa eredità culturale rappresenta oggi una risorsa preziosa per ripensare il modo in cui progettiamo e costruiamo i nostri spazi di vita. L’architettura biofilica, l’uso consapevole dei materiali naturali, l’integrazione degli edifici negli ecosistemi locali non sono tendenze passeggere, ma risposte concrete alle esigenze di sostenibilità e benessere che caratterizzano il nostro tempo. 

La lezione che emerge dalla visione di Kuma è chiara: l’architettura deve tornare a essere parte di una conversazione più ampia con i materiali, con la natura, con i cicli naturali. Solo così può rispondere alle sfide contemporanee senza perdere la propria identità e il proprio legame con il territorio.

Diasen e la Cultura dei Materiali come Ecosistema 
L’approccio progettuale descritto da Kengo Kuma trova una naturale risonanza nella filosofia di Diasen, azienda B-Corp marchigiana specializzata in sistemi architettonici a base di sughero e materiali naturali. Come sottolineato dall’architetto giapponese, i materiali naturali non sono semplici superfici, ma elementi vivi capaci di creare ecosistemi edilizi sostenibili e in armonia con l’ambiente.  

In Diasen condividiamo questa visione, ponendo al centro della nostra ricerca il sughero come materiale biofilico per eccellenza: naturale, tattile, evolutivo, capace di combinare estetica, prestazioni tecniche e benessere abitativo. Il nostro impegno nel promuovere un’etica dei materiali e nel costruire una bellezza che dura nel tempo si allinea perfettamente con i principi espressi da Kuma: un’architettura che ascolta, che rispetta il contesto e che restituisce centralità all’uomo e alla natura.

Attraverso la continua ricerca su materiali ecocompatibili e sistemi costruttivi innovativi, Diasen accompagna progettisti e architetti nella creazione di edifici che non si limitano a costruire spazi, ma li rendono vivi, integrandoli con il paesaggio e migliorando il benessere delle persone. Il dialogo tra Mediterraneo e Giappone, tra tradizione e innovazione, tra materia e sostenibilità continua a offrire indicazioni preziose per progettare ambienti rigenerativi che migliorano concretamente la qualità della vita delle persone e dell’ambiente che abitiamo.

A Dialogue Between Cultures for the Architecture of the Future
Kengo Kuma's reflection offers a vision of architecture deeply rooted in the material and the territory, yet simultaneously forward-looking. The dialogue between the Mediterranean and Japanese traditions is not an academic exercise or a simple stylistic comparison, but a practical necessity to address the challenges of contemporary living.

Over the centuries, both cultures have developed a particular sensitivity to natural materials and the environmental context. This cultural heritage today represents a precious resource for rethinking the way we design and construct our living spaces. Biophilic architecture, the conscious use of natural materials, and the integration of buildings into local ecosystems are not passing trends, but concrete responses to the demands of sustainability and well-being that characterize our time.

The lesson that emerges from Kuma's vision is clear: architecture must return to being part of a broader conversation with materials, with nature, and with natural cycles. Only in this way can it respond to contemporary challenges without losing its identity and connection to the territory.

Diasen and the Culture of Materials as an Ecosystem
The design approach described by Kengo Kuma finds a natural resonance in the philosophy of Diasen, a Marche-based B-Corp company specializing in architectural systems based on cork and natural materials. As the Japanese architect emphasized, natural materials are not simple surfaces, but living elements capable of creating sustainable building ecosystems in harmony with the environment.

At Diasen, we share this vision, placing cork at the center of our research as the biophilic material par excellence: natural, tactile, evolving, capable of combining aesthetics, technical performance, and living comfort. Our commitment to promoting an ethics of materials and building lasting beauty aligns perfectly with the principles expressed by Kuma: an architecture that listens, respects the context, and restores the centrality of humanity and nature.

Through ongoing research into eco-friendly materials and innovative construction systems, Diasen supports designers and architects in creating buildings that do more than simply construct spaces, but bring them to life, integrating them with the landscape and improving people's well-being. The dialogue between the Mediterranean and Japan, between tradition and innovation, between materials and sustainability, continues to offer valuable insights for designing regenerative environments that concretely improve the quality of life of people and the environment we inhabit.

Diasen s.r.l.
Elektrovent
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Glassfire
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Ha pubblicato un articolo il 08/10/2026
Cosa significano le classi EI,EW,E e perché sono cruciali?

Per i professionisti del settore delle costruzioni, come ingegneri e architetti, comprendere le classi EI, EW ed E è essenziale. Non si tratta solo di definizioni da memorizzare; è cruciale capire i principi fisici e ingegneristici che determinano la resistenza al fuoco dei serramenti vetrati. Va oltre il semplice rispetto delle normative: significa cogliere la complessità del comportamento del fuoco e la reazione dei materiali, per garantire una protezione ottimale.
Le norme UNI EN 16034 e UNI EN 13501-2 sono i pilastri che regolano la classificazione e la certificazione di questi prodotti. Una solida conoscenza di queste norme dimostra elevata competenza professionale.

Le Basi Normative: UNI EN 16034 e UNI EN 13501-2
La UNI EN 16034 è la norma di prodotto armonizzata a livello europeo. Definisce le caratteristiche prestazionali di finestre, porte e cancelli, comprese le loro proprietà di resistenza al fuoco o di controllo del fumo. È la base per l’apposizione della Marcatura CE sui serramenti tagliafuoco, garantendo prestazioni standardizzate e la libera circolazione dei prodotti conformi nel mercato unico.
La UNI EN 13501-2, invece, è la norma di classificazione. Qui, i risultati delle prove di resistenza al fuoco, condotte in forni sperimentali con curve di temperatura standardizzate (come la curva normalizzata ISO 834), vengono tradotti in classi di prestazione. Queste classi sono fondamentali per la progettazione e le specifiche tecniche.

Le Classi di Resistenza al Fuoco: Cosa Significano
Ogni sigla alfanumerica in queste classificazioni è il risultato di un’ingegneria sofisticata e di rigorosi test. Vediamo le implicazioni tecnico-fisiche di ogni classe:

E (Integrità/Ermeticità)
  • Significato: L’elemento costruttivo mantiene la sua funzione di separazione tra compartimenti. Impedisce il passaggio di fiamme, fumi e gas caldi dalla zona esposta all’incendio a quella protetta.
  • Principi Fisici: La valutazione si concentra sull’assenza di fessurazioni o aperture critiche, sull’assenza di fiamme persistenti sulla faccia non esposta e sulla non caduta di parti incandescenti. La prestazione dipende dalla stabilità dimensionale del sistema e dall’efficacia delle guarnizioni intumescenti. Queste, sotto l’azione termica, si espandono, sigillando le intercapedini e bloccando la propagazione dei fumi.
  • Rilevanza Progettuale: Essenziale per la sicurezza delle vie di esodo e per il contenimento della diffusione dei prodotti tossici della combustione, che sono la principale causa di vittime negli incendi.
EW (Integrità e Limitazione Irraggiamento)
  • Significato: Oltre a garantire l’ermeticità (E), il serramento limita la trasmissione del calore per irraggiamento attraverso la sua superficie.
  • Principi Fisici: Si monitora la densità di flusso termico radiante sulla superficie non esposta, che deve rimanere sotto un valore soglia (solitamente 15kW/m²). Questa prestazione si ottiene con vetri speciali, spesso stratificati, con interstrati che riflettono o assorbono una parte significativa dell’energia radiante. L’obiettivo è prevenire incendi secondari per irraggiamento sui materiali combustibili vicini e garantire che le aree adiacenti al serramento siano percorribili senza rischio di ustioni da calore radiante.
  • Rilevanza Progettuale: Cruciale per la protezione degli ambienti circostanti e per mantenere le condizioni di sicurezza nelle zone di transito e di attesa.
EI (Integrità e Isolamento)
  • Significato: La classe più alta. Oltre all’ermeticità (E), il serramento garantisce un isolamento termico tale da contenere l’aumento di temperatura sulla superficie non esposta al fuoco.
  • Principi Fisici: La misurazione si basa sull’aumento di temperatura media e massima sulla superficie non esposta, che deve rimanere entro limiti precisi (tipicamente un aumento medio di 140°C e un aumento massimo di 180°C). Questo si ottiene con vetri intumescenti multistrato avanzati: sotto il calore, gli strati intermedi si opacizzano e si espandono, formando una schiuma ceramica termo-isolante che blocca efficacemente il trasferimento di calore per conduzione, convezione e irraggiamento.
  • Rilevanza Progettuale: Fondamentale per proteggere aree sensibili (es. sale server, archivi documentali) o ambienti dove è imperativo garantire la permanenza delle persone per lunghi periodi, impedendo la propagazione del calore e la creazione di condizioni insostenibili.

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Il conto alla rovescia è iniziato. ⏳
Mancano solo 15 giorni al BIMeet&Greet.

Il 1° e 2 ottobre ci ritroviamo a Brescia per due giornate di confronto, formazione, networking e solidarietà.

📍 1–2 ottobre 2026 | Brescia
🎟️ Hai già il tuo biglietto? → https://bimeetandgreet.com/biglietti/

Ci siamo quasi. Ci vediamo al BIMeet&Greet.

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