Trocellen S.p.A.
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Ha pubblicato un articolo il 13/08/2026
Building Information Modeling (BIM): la progettazione digitale che crea valore

Premessa
Negli ultimi anni il settore delle costruzioni sta vivendo una profonda trasformazione digitale e il Building Information Modeling (BIM) rappresenta uno dei principali protagonisti di questa evoluzione. Più che un semplice metodo di progettazione, il BIM è un approccio innovativo che consente di gestire in modo intelligente tutte le informazioni relative a un edificio, favorendo una collaborazione più efficace tra progettisti, ingegneri, imprese e committenti.

A cosa serve il BIM
Grazie all'integrazione di modelli tridimensionali con dati tecnici, prestazionali e documentali, il BIM permette di accompagnare ogni fase del ciclo di vita dell'opera: dalla progettazione preliminare ed esecutiva alla costruzione, fino alla gestione, manutenzione e riqualificazione dell'edificio. Ogni elemento del modello digitale contiene infatti informazioni precise e aggiornate, facilmente condivisibili tra tutti i soggetti coinvolti nel progetto.

I vantaggi del BIM
L'utilizzo del BIM offre numerosi vantaggi concreti. Consente di migliorare il coordinamento tra le diverse discipline progettuali, ridurre gli errori e le interferenze in fase di progettazione, ottimizzare tempi e costi di realizzazione e aumentare il controllo sull'intero processo costruttivo. Il risultato è una progettazione più efficiente, sostenibile e orientata alla qualità, in grado di rispondere alle crescenti esigenze del mercato e alle nuove normative del settore.

Per questo motivo, sempre più professionisti scelgono di integrare nei propri progetti oggetti BIM completi e affidabili, capaci di fornire tutte le informazioni necessarie per una progettazione accurata e conforme alle specifiche tecniche.

Cosa offre Trocellen
In questo scenario, Trocellen mette a disposizione dei progettisti una libreria completa di oggetti BIM sviluppati per semplificare il lavoro quotidiano e favorire l'integrazione dei propri prodotti all'interno dei principali software di progettazione. Ogni oggetto è corredato da disegni CAD dettagliati, caratteristiche dimensionali, dati tecnici e informazioni prestazionali, consentendo una modellazione precisa e una gestione efficiente del progetto.

Gli oggetti BIM Trocellen
La gamma BIM di Trocellen comprende soluzioni dedicate a numerose applicazioni nel settore dell'isolamento termico e acustico, offrendo prodotti progettati per soddisfare le esigenze di edifici residenziali, commerciali, industriali e infrastrutturali. La disponibilità di dati affidabili e sempre aggiornati permette ai professionisti di effettuare scelte progettuali più consapevoli, riducendo i tempi di sviluppo e migliorando la qualità complessiva del lavoro.

Integrare gli oggetti BIM Trocellen significa non solo velocizzare le attività di progettazione, ma anche aumentare l'efficienza della collaborazione tra tutti gli stakeholder del progetto, garantendo continuità delle informazioni lungo l'intero ciclo di vita dell'opera. Un vantaggio concreto che si traduce in una maggiore precisione progettuale, una riduzione dei costi legati agli imprevisti e una gestione più efficace delle risorse.

La digitalizzazione rappresenta oggi una leva strategica per il futuro dell'edilizia e il BIM è uno degli strumenti più efficaci per affrontare le nuove sfide del settore. Disporre di componenti digitali completi, affidabili e immediatamente utilizzabili significa lavorare con maggiore rapidità, precisione e sicurezza, valorizzando ogni fase del processo progettuale.

Scopri la libreria BIM di Trocellen e integra fin da subito i nostri oggetti digitali nei tuoi progetti.
Potrai contare su soluzioni complete, dati tecnici affidabili e strumenti pensati per supportare una progettazione moderna, efficiente e orientata alle prestazioni.

Scarica gli oggetti BIM Trocellen e inizia a progettare con maggiore efficienza, precisione e innovazione o scrivici tramite il pulsante contatta in questa pagina.

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Sensitron
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Ha pubblicato un articolo il 20/10/2026
Produzione alimentare e rilevazione gas

Nei processi di produzione alimentare, la qualità e la sicurezza del prodotto non dipendono solo dai processi di lavorazione e dalle certificazioni igienico-sanitarie, ma anche dall’ambiente in cui si svolgono le attività produttive.
Gas come ammoniaca, anidride carbonica o refrigeranti sintetici, utilizzati in impianti di refrigerazione e celle di stagionatura, possono rappresentare un rischio sia per i lavoratori sia per l’integrità degli alimenti. La rilevazione gas nell’industria alimentare è quindi un elemento essenziale per garantire la continuità dei processi, la sicurezza del personale e la conformità alle normative.

Produzione alimentare: perché è importante monitorare i gas
Integrare sistemi di rilevazione gas nelle aziende alimentari significa:
  • Proteggere la salute degli operatori da esposizioni a sostanze tossiche o asfissianti
  • Evitare incidenti dovuti a fughe di gas refrigeranti o combustibili
  • Preservare la qualità degli alimenti nelle fasi di conservazione e stagionatura
  • Assicurare la conformità a standard di sicurezza e certificazioni (HACCP, ISO 22000)
  • Ridurre i rischi di fermi produzione o perdite economiche legate a contaminazioni
Produzione alimentare: Le principali fonti di rischio
Le perdite di gas possono verificarsi in diverse fasi della filiera alimentare:
  • Impianti di refrigerazione industriale (celle frigo, tunnel di surgelazione)
  • Camere di stagionatura e atmosfera controllata (CO₂, N₂)
  • Impianti di produzione e lavorazione con utilizzo di ammoniaca o refrigeranti fluorurati
  • Magazzini e aree di stoccaggio a temperatura controllata
  • Cucine industriali e impianti a gas combustibile (metano, GPL)

Produzione alimentare: quali gas monitorare
Tra i gas più comuni da rilevare negli stabilimenti alimentari troviamo:
  • Ammoniaca (NH₃): molto usata nei sistemi di refrigerazione, tossica e irritante.
  • Anidride carbonica (CO₂): utilizzata in atmosfere controllate e celle frigo; in concentrazioni elevate può causare asfissia.
  • Gas refrigeranti (HFC, HFO, R32): possibili fughe dai circuiti di raffreddamento, con rischi per ambiente e sicurezza.
  • Metano e GPL: utilizzati in cucine e impianti energetici, infiammabili ed esplosivi in caso di perdita.
  • Ossigeno (O₂): monitorato nelle aree a atmosfera modificata, per garantire condizioni sicure e preservare la qualità dei prodotti.

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⏳ Manca poco!

Martedì 22 settembre chiudono le iscrizioni alla BIM Night.

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I posti sono limitati: se vuoi esserci, non aspettare oltre.

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Ha pubblicato un articolo il 13/10/2026
Un progetto dove memoria e materia trovano un nuovo equilibrio

Affacciata sul paesaggio della Valtellina, con una vista aperta su Sondrio e sulle montagne della Valmalenco, Villa GI è il risultato di un intervento di ristrutturazione concluso nel 2025 che ha trasformato una villa unifamiliare degli anni Sessanta in un’abitazione contemporanea. Il progetto, firmato dall’architetto e proprietario Davide Moroni, non si limita a ripensare un immobile esistente, ma dà nuova forma a quella che era la vecchia casa dei nonni, un luogo carico di storia e ricordi da conservare. 

L’intervento ha comportato demolizioni e la successiva ridefinizione degli spazi su due livelli. La nuova organizzazione mette al centro il piano primo, pensato come un grande open space in cui ingresso, soggiorno e cucina si susseguono secondo una logica fluida, mentre al piano superiore si sviluppa una zona notte più raccolta, giocata su proporzioni più intime, soffitti ribassati nei corridoi e aperture verticali in corrispondenza delle camere.

Uno degli aspetti più significativi del progetto è il modo in cui gli elementi del passato vengono mantenuti e rimessi in scena. Non come parentesi decorative, ma come parti attive del nuovo racconto domestico. All’ingresso trova posto il divano di famiglia di fine Ottocento, collocato in una posizione precisamente studiata davanti alla porta blindata d’ingresso. Nella zona giorno compare il pianoforte, insieme all’impianto stereo originale anni Settanta, mentre altri oggetti ereditati, come il baule della nonna e la scala storica, contribuiscono a costruire una continuità emotiva con la storia dell’abitazione. Ogni arredo importante viene trattato come un punto fisso del progetto, non come un elemento da aggiungere in un secondo momento. 

L’ingresso è pensato come uno spazio di sospensione, una soglia vera e propria prima dell’apertura del living. Non introduce subito al soggiorno, ma prepara l’esperienza domestica attraverso una definizione cromatica e volumetrica precisa. Il blu petrolio segna la presenza e sottolinea il carattere di volume autonomo, una sorta di scatola interna che organizza il passaggio e stabilisce una relazione con la struttura esistente. È una scelta che ritorna in altri punti strategici della casa e che diventa uno dei fili conduttori dell’intero intervento. 

La zona giorno si sviluppa come un ambiente ampio che apre verso il panorama esterno. La vista sulla città sottostante e sulla valle entra nel progetto come parte integrante dell’esperienza spaziale. A caratterizzare l’ambiente non è soltanto la luminosità, ma anche il dialogo tra superfici neutre, materia grezza e segni fortemente espressivi. Pilastri e travi esistenti vengono lasciati in cemento a vista e valorizzati nella loro ruvidità, mentre il camino bifacciale introduce una soglia interna tra zona relax e zona pranzo-cucina senza interrompere il continuum visivo. La separazione funzionale avviene per addizione di elementi architettonici e non per compartimentazione. 

La cucina è stata progettata per dialogare con il living. L’isola di generose dimensioni si rapporta direttamente al tavolo da pranzo e mantiene una visione costante sugli altri spazi della casa, così da favorire una relazione continua tra le diverse aree dell’open space. Anche sulla parete sud della cucina ritorna il tema della luce e della scansione regolare delle aperture, con cinque finestre che riprendono il ritmo del lato nord del soggiorno. Ne deriva uno spazio calibrato, in cui il disegno degli elementi su misura e la distribuzione delle funzioni concorrono a creare ordine ed equilibrio. 

I prodotti ECLISSE sono stati utilizzati in più punti dell’abitazione. L’esempio più significativo si trova all’interno di un volume compatto, un cubo dello stesso colore dell’ingresso blu petrolio, presenza netta ma perfettamente integrata nel sistema spaziale della casa che contiene al suo interno un bagno di servizio. L’accesso avviene attraverso una porta a battente filomuro a tutta altezza, priva di traverso superiore per eliminare il sopraluce e ottenere un continuum architettonico del corridoio, senza interruzioni nel disegno verticale della parete. La porta non si legge come un corpo aggiunto, ma come parte del volume stesso. All’interno del bagno, il rivestimento in microcemento e gli arredi su misura disegnati dall’architetto rafforzano l’idea di essenzialità compatta e controllata. 

La scala viene reinterpretata come parte centrale dell’intervento, un “cubo nel cubo” il cui primo gradino sospeso e retroilluminato ne dichiara immediatamente il carattere. Per amplificarne la presenza, sono state demolite le vecchie pareti e rimossi anche i controsoffitti preesistenti, così da restituire una maggiore apertura verticale agli ambienti. Il cemento grezzo di colonne e travi viene mantenuto anche qui, mentre listelli di legno e ferro delimitano senza chiudere, introducendo un filtro visivo leggero capace di articolare il passaggio senza sottrarre respiro all’insieme. 

Al piano superiore, l’atmosfera si fa più raccolta. I corridoi si attestano a 240 cm di altezza e introducono a camere in cui il soffitto si apre nuovamente, rivestito in tavole di abete sbiancato con nodi a vista. È un linguaggio più intimo che dialoga con il pavimento in rovere scuro e crea un contrasto misurato con la matericità più ruvida e minerale del livello inferiore. Anche qui torna il tema del piccolo atrio, dello spazio filtro, della soglia come occasione progettuale e non come semplice passaggio. Di nuovo, le porte a tutta altezza contribuiscono a non spezzare le superfici, dare continuità alle pareti senza introdurre cornici visive superflue. Sempre in ottica di eliminare il superfluo, altre soluzioni filomuro sono state adottate per occultare vani di servizio o per accedere alla cabina armadio.  

L’intervento di ristrutturazione è completato da un importante lavoro sulle prestazioni dell’edificio. La villa integra ventilazione meccanica controllata con climatizzazione e deumidificazione, impianto fotovoltaico da 8 kW con batteria di accumulo da 15 kW, colonna per la ricarica dell’auto elettrica, domotica, riscaldamento a pavimento, cappotto da 18 cm e isolamento in copertura da 22 cm in lana di roccia, oltre a serramenti con triplo vetro e monoblocchi. Anche il camino, ad alto rendimento e con mattonelle refrattarie, partecipa a questa visione della casa come luogo in cui qualità architettonica e comfort procedono di pari passo. 

Villa GI è il risultato di un delicato equilibrio tra memoria privata e chiarezza contemporanea. La casa non rinuncia alla propria storia, ma la rilegge, facendo convivere strutture lasciate a nudo, cromie profonde, arredi su misura e soluzioni capaci di sostenere la continuità dell’insieme. 

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Glassfire
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Ha pubblicato un articolo il 08/10/2026
Cosa significano le classi EI,EW,E e perché sono cruciali?

Per i professionisti del settore delle costruzioni, come ingegneri e architetti, comprendere le classi EI, EW ed E è essenziale. Non si tratta solo di definizioni da memorizzare; è cruciale capire i principi fisici e ingegneristici che determinano la resistenza al fuoco dei serramenti vetrati. Va oltre il semplice rispetto delle normative: significa cogliere la complessità del comportamento del fuoco e la reazione dei materiali, per garantire una protezione ottimale.
Le norme UNI EN 16034 e UNI EN 13501-2 sono i pilastri che regolano la classificazione e la certificazione di questi prodotti. Una solida conoscenza di queste norme dimostra elevata competenza professionale.

Le Basi Normative: UNI EN 16034 e UNI EN 13501-2
La UNI EN 16034 è la norma di prodotto armonizzata a livello europeo. Definisce le caratteristiche prestazionali di finestre, porte e cancelli, comprese le loro proprietà di resistenza al fuoco o di controllo del fumo. È la base per l’apposizione della Marcatura CE sui serramenti tagliafuoco, garantendo prestazioni standardizzate e la libera circolazione dei prodotti conformi nel mercato unico.
La UNI EN 13501-2, invece, è la norma di classificazione. Qui, i risultati delle prove di resistenza al fuoco, condotte in forni sperimentali con curve di temperatura standardizzate (come la curva normalizzata ISO 834), vengono tradotti in classi di prestazione. Queste classi sono fondamentali per la progettazione e le specifiche tecniche.

Le Classi di Resistenza al Fuoco: Cosa Significano
Ogni sigla alfanumerica in queste classificazioni è il risultato di un’ingegneria sofisticata e di rigorosi test. Vediamo le implicazioni tecnico-fisiche di ogni classe:

E (Integrità/Ermeticità)
  • Significato: L’elemento costruttivo mantiene la sua funzione di separazione tra compartimenti. Impedisce il passaggio di fiamme, fumi e gas caldi dalla zona esposta all’incendio a quella protetta.
  • Principi Fisici: La valutazione si concentra sull’assenza di fessurazioni o aperture critiche, sull’assenza di fiamme persistenti sulla faccia non esposta e sulla non caduta di parti incandescenti. La prestazione dipende dalla stabilità dimensionale del sistema e dall’efficacia delle guarnizioni intumescenti. Queste, sotto l’azione termica, si espandono, sigillando le intercapedini e bloccando la propagazione dei fumi.
  • Rilevanza Progettuale: Essenziale per la sicurezza delle vie di esodo e per il contenimento della diffusione dei prodotti tossici della combustione, che sono la principale causa di vittime negli incendi.
EW (Integrità e Limitazione Irraggiamento)
  • Significato: Oltre a garantire l’ermeticità (E), il serramento limita la trasmissione del calore per irraggiamento attraverso la sua superficie.
  • Principi Fisici: Si monitora la densità di flusso termico radiante sulla superficie non esposta, che deve rimanere sotto un valore soglia (solitamente 15kW/m²). Questa prestazione si ottiene con vetri speciali, spesso stratificati, con interstrati che riflettono o assorbono una parte significativa dell’energia radiante. L’obiettivo è prevenire incendi secondari per irraggiamento sui materiali combustibili vicini e garantire che le aree adiacenti al serramento siano percorribili senza rischio di ustioni da calore radiante.
  • Rilevanza Progettuale: Cruciale per la protezione degli ambienti circostanti e per mantenere le condizioni di sicurezza nelle zone di transito e di attesa.
EI (Integrità e Isolamento)
  • Significato: La classe più alta. Oltre all’ermeticità (E), il serramento garantisce un isolamento termico tale da contenere l’aumento di temperatura sulla superficie non esposta al fuoco.
  • Principi Fisici: La misurazione si basa sull’aumento di temperatura media e massima sulla superficie non esposta, che deve rimanere entro limiti precisi (tipicamente un aumento medio di 140°C e un aumento massimo di 180°C). Questo si ottiene con vetri intumescenti multistrato avanzati: sotto il calore, gli strati intermedi si opacizzano e si espandono, formando una schiuma ceramica termo-isolante che blocca efficacemente il trasferimento di calore per conduzione, convezione e irraggiamento.
  • Rilevanza Progettuale: Fondamentale per proteggere aree sensibili (es. sale server, archivi documentali) o ambienti dove è imperativo garantire la permanenza delle persone per lunghi periodi, impedendo la propagazione del calore e la creazione di condizioni insostenibili.

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Il conto alla rovescia è iniziato. ⏳
Mancano solo 15 giorni al BIMeet&Greet.

Il 1° e 2 ottobre ci ritroviamo a Brescia per due giornate di confronto, formazione, networking e solidarietà.

📍 1–2 ottobre 2026 | Brescia
🎟️ Hai già il tuo biglietto? → https://bimeetandgreet.com/biglietti/

Ci siamo quasi. Ci vediamo al BIMeet&Greet.

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