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Joost Bakker: l’architettura impara dagli alberi
Il designer australiano pioniere del movimento zero-waste racconta la sua visione del costruire sostenibile dopo aver visitato le sugherete della Gallura sarda.
C’è chi progetta edifici e chi progetta ecosistemi. Joost Bakker appartiene alla seconda categoria. Designer olandese naturalizzato australiano, da oltre 25 anni sfida le convenzioni dell’architettura con un’ossessione virtuosa: eliminare il concetto stesso di scarto. Nel 2012 ha fondato Silo, il primo ristorante zero-waste d’Australia. Nel 2021 ha costruito Future Food System, una casa autosufficiente nel cuore di Melbourne capace di produrre cibo, energia e gestire i propri rifiuti in ciclo chiuso.
Bakker costruisce con paglia compressa e trasforma gli scarti organici in biogas, ma quando si trattava di proteggere i suoi edifici dagli agenti atmosferici ha trovato nel sughero la risposta che cercava.
Oltre il greenwashing: un materiale che supera le aspettative
Chi lavora nella sostenibilità sviluppa un certo scetticismo, e Bakker non fa eccezione: ogni volta che si avvicina a un nuovo materiale scava in profondità per verificare che le promesse corrispondano alla realtà.
Con il sughero è accaduto il contrario. Visitando le sugherete e osservando l’intero ciclo produttivo, dalla decortica delle querce alla trasformazione degli scarti in materiali per la costruzione, ha trovato una filiera che supera le aspettative.
A colpirlo è stata soprattutto la dimensione temporale: alberi centenari che portano i segni di trenta raccolte successive, con incisioni lasciate da generazioni di raccoglitori – alcune delle quali vecchie di oltre un secolo. L‘economia circolare, prima che diventasse un concetto di moda, era già pratica quotidiana nelle sugherete mediterranee.
Materiali che respirano: la lezione della corteccia
Il problema dell’edilizia contemporanea, secondo Bakker, è l’ossessione per la sigillatura. Negli ultimi cinquant’anni abbiamo rivestito gli edifici con superfici rigide che non assorbono né umidità né suoni, e il risultato sono ambienti che sembrano caverne: aria viziata, acustica sgradevole, climatizzazione meccanica costante.
La sua visione è diversa. Tutti i materiali che utilizza nei propri progetti sono naturali, porosi, traspiranti, mai sigillati, e il sughero rappresenta l’esempio perfetto: un rivestimento che replica ciò che fa la corteccia di un albero, proteggendo, isolando e resistendo al fuoco senza smettere di respirare.
“Le nostre case devono essere come alberi”, sintetizza Bakker. Non è una metafora, è un principio progettuale.
Tremila anni di saggezza costruttiva
In Sardegna Bakker ha visitato un edificio nuragico di tremila anni: nessun impianto di climatizzazione, eppure la temperatura era stabile e l’aria circolava naturalmente. Ambienti millenari che mettono le persone a proprio agio, più di qualsiasi costruzione moderna.
La domanda che ne deriva è semplice: perché abbiamo smesso di progettare così? Tremila anni fa si costruivano spazi caldi d’inverno e freschi d’estate senza consumare energia, mentre oggi necessitiamo di elettricità costante per ottenere risultati peggiori.
Per Bakker la vera innovazione non significa ignorare il passato, ma integrarlo. Esiste un patrimonio di conoscenze accumulate in generazioni che abbiamo accantonato, e la sfida è recuperare quella saggezza combinandola con le tecnologie attuali.
Costruire per rigenerare
L’ambizione di Bakker va oltre la riduzione dell’impatto: vuole progettare edifici che migliorino attivamente l’ambiente, strutture resilienti agli incendi, alle tempeste e al trascorrere del tempo.
C’è anche una questione di salute. Secondo l’ONU fino a centomila persone all’anno muoiono per l’inquinamento indoor, e l’aria che respiriamo impatta sul nostro organismo più rapidamente del cibo. Eppure ci ossessioniamo per l’alimentazione biologica ignorando completamente i materiali che ci circondano.
Bakker sogna una certificazione biologica per le case, con materiali privi di tossine, colle chimiche e ritardanti di fiamma. “Credo davvero che l’architettura possa salvarci”, afferma. Ogni edificio realizzato con materiali naturali è un pezzo di futuro che prende forma nel presente.
Joost Bakker è un designer e attivista ambientale australiano. Fondatore di Silo, primo ristorante zero-waste d’Australia, e ideatore di Future Food System, è considerato un pioniere dell’architettura rigenerativa.


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La nuova rivelazione ad aspirazione FAAST FLEX Addressable
Notifier presenta FAAST FLEX Addressable, il nuovo ed innovativo sistema di rivelazione fumi ad aspirazione indirizzato by Honeywell, compatibile con tutte le centrali di rivelazione Notifier serie AM ed INSPIRE oltre che piena compatibilità con i protocolli di comunicazione Clip ed Adv.
Questo nuovo prodotto nasce dagli sforzi congiunti di due grandi nomi nel settore della rivelazione ad aspirazione, Xtralis (conosciuto in tutto il mondo per i suoi sistemi VESDA-E) e System Sensor (con i suoi sistemi FAAST), riuscendo così a creare un connubio perfetto tra elevate prestazioni di rivelazione ed un prodotto compatto e semplice da utilizzare.
Progettare un impianto di rivelazione con FAAST FLEX non è mai stato così semplice, grazie al potente tool di verifica ASPIRE e alla versatilità del sistema in grado di gestire layout complessi e differenti sui diversi canali dello stesso rivelatore.
FAAST FLEX Addressable è offerto in due soluzioni: a singolo e doppio canale, singolarmente identificati. E’ costruito per poter operare in condizioni ambientali estreme fino a -40°C, adatto quindi per la protezione delle celle di refrigerazione ma anche di magazzini di stoccaggio, locali tecnici ed i più comuni spazi nascosti. E’ certificato EN54-20 fino alla Classe A di sensibilità.
La configurazione e messa in servizio può essere effettuata in pochi minuti tramite i pulsanti a bordo del rivelatore, tramite l’app bluetooth per smartphone o direttamente dalla nostra innovativa centrale di rivelazione INSPIRE, rendendo ancora più agevoli e rapide le attività di messa in servizio sul campo.
Infine le attività di manutenzione sono semplificate, grazie alla modularità del rivelatore che permette la sostituzione in campo dei singoli componenti interni e la possibilità di recuperare tutte le informazioni e storici del sistema tramite app.


Betonella - Lavorazioni
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Microwave Barriers: the R-Evolutionary MICRO-RAY
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Rifacimento del tratto pista ciclabile Lido del Sole a Bibione
Informazioni progetto
Nome progetto: Rifacimento del tratto pista ciclabile Lido del Sole Bibione
- LISTONE: è un sistema di pavimentazione Betonella di diversi colori. Posato nel senso di marcia aumenta l’aspetto prospettico; posato trasversalmente allarga la percezione laterale.
Si possono inserire campiture inerbite o sassi decorativi a intervalli regolari o non. È modulare con il modello Masegno. - FARNESE QUARZATA: Betonella® Farnese è una soluzione innovativa e versatile per la pavimentazione di esterni, pensata per unire funzionalità, convenienza e bellezza. Questa pavimentazione si distingue per la sua capacità di combinare l’efficienza e l’economicità dei masselli autobloccanti in calcestruzzo con l’estetica affascinante e senza tempo del tradizionale lastricato in pietra naturale. La sua caratteristica principale è una nuova configurazione composta da quattro blocchi, che permette di creare diverse combinazioni e stili di posa, adattandosi così a molteplici esigenze e gusti estetici.
Grazie a questa versatilità, Betonella® Farnese si presta perfettamente sia per progetti di ristrutturazione che per nuove realizzazioni, offrendo un risultato finale che unisce praticità e un tocco di eleganza classica. La sua facilità di installazione e la possibilità di personalizzare le configurazioni rendono questa soluzione ideale per chi desidera un pavimento esterno bello, resistente e funzionale. - MASEGNO: Questo sistema è particolarmente adatto per i percorsi lungo la spiaggia, le aree di sosta attrezzate e le stradine che attraversano il verde costiero. Offre un’esperienza estetica e funzionale, migliorando l’aspetto delle zone pubbliche e private, e facilitando il movimento di residenti e visitatori
La sua integrazione armoniosa con l’ambiente naturale lo rende una scelta ideale per valorizzare le aree di relax e svago lungo la costa.


Sistemi di distribuzione urbani e rilevazione gas
- Prevenire fughe di gas in aree densamente abitate
- Ridurre il rischio di incidenti ed esplosioni
- Garantire continuità di servizio ai cittadini e alle imprese
- Assicurare la conformità alle normative di sicurezza e ambientali
- Proteggere le infrastrutture da danni e interruzioni costose
- Corrosione delle tubazioni sotterranee
- Danneggiamenti accidentali da lavori stradali o scavi
- Guasti in cabine di riduzione e regolazione pressione
- Connessioni o giunzioni difettose
- Invecchiamento delle infrastrutture
- Assenza di sistemi di monitoraggio in continuo
- Metano (CH₄): il principale combustibile distribuito in ambito urbano, altamente infiammabile.
- Propano e butano (GPL): utilizzati in reti locali o serbatoi centralizzati, anch’essi esplosivi in caso di perdite.
- Monossido di carbonio (CO): prodotto secondario di combustioni incomplete, da monitorare nelle aree di utilizzo.
- Ossigeno (O₂): utile per valutare atmosfere ipossiche in spazi confinati dove possono accumularsi fughe di gas.



















